Limerence – Season 2026
Tecnologia
GRES PORCELLANATO SMALTATO (LIQUIDA) | PORCELLANATO DIGITALE HD CON COLORAZIONI A FREDDO (L'EAU, TORTUGA & ANIMALIER) | TERRACOTTA SMALTATA (WET)
Finitura
LUCIDO / RETTIFICATO (LIQUIDA, L'EAU & TORTUGA)
LUCIDO / NON RETTIFICATO (WET)
NATURALE / RETTIFICATO (ANIMALIER)
Dimensioni
| cm | inches |
|---|---|
| 10x15 (WET) | 4"x6" (WET) |
| 60x60 (LIQUIDA) | 60x60 (LIQUIDA) |
| 60x120 (L'EAU, TORTUGA & ANIMALIER) | 24"x48" (L'EAU, TORTUGA, ANIMALIER) |
| 120x280 (L'EAU, TORTUGA, ANIMALIER) | 48"x110" (L'EAU, TORTUGA, ANIMALIER) |
Spessore
6,0 mm (L'EAU, TORTUGA & ANIMALIER)
9,5 mm (LIQUIDA)
17 mm (WET)
Colori
Wet
Specifiche tecniche
ISO 10545 – 2
PAVIMENTI & RIVESTIMENTI (WET & LIQUIDA) | SOLO RIVESTIMENTI (L’EAU, ANIMALIER & TORTUGA)
V1 (WET, LIQUIDA & L’EAU) | V3 (ANIMALIER & TORTUGA)
Osserva l’acqua verde scuro, densa e perfettamente immobile del lago. La superficie è punteggiata di Hydrocharis, con larghe foglie piatte e rotonde riunite in gruppi che formano tappeti dalle strane forme, da cui ogni tanto spuntano piccoli fiori bianchi. Sui bordi si aggrappano Alisme d’Acqua dalle foglie lanceolate verde smeraldo e grandi fasci di canne che stanno immobili come tutto il resto. Il cielo opaco accentua di sfumature violacee i colori del grande bacino che ha confini vicini, visibili ma in qualche modo irraggiungibili. È un tardo pomeriggio di fine Settembre e la natura intorno sta per ritirarsi in un lungo riposo vegetativo da cui le piante d’acqua sono immuni. Continueranno a trovare il loro nutrimento sospeso in quel liquido limaccioso ma incredibilmente pieno di vita, non la smetteranno di galleggiare in mezzo a lievi increspature torbide e se anche venti e piogge forti le solleciteranno al movimento, semplicemente scivoleranno di qualche metro a destra o a sinistra e poi si fermeranno di nuovo.
Il lago è esattamente come lo aveva lasciato qualche anno prima. Jade chiude la porta della sua Alfa Romeo Montreal, una coup. verde smeraldo comprata da suo padre nel ’72 e che lei ha fatto rimettere in sesto da poco. Sotto il cofano c’. un ruggente motore da 200 cavalli che usa solo sulle autostrade tedesche, lunghe e diritte, quando decide di andare a trovare sua sorella a Friburgo. Su quelle strade non ci sono limiti di velocit. ma quasi nessuno, tranne lei, corre così forte. Si siede su una panchina di legno proprio di fronte allo specchio d’acqua e si accende una sigaretta. L’aria . ancora piacevole anche se il sole . oscurato dalle nuvole e il fondo melmoso del lago sa di sabbia bagnata e radici che lentamente marciscono. Nella tasca del suo impermeabile il telefono vibra. Jade lo raggiunge con la mano e vede sullo schermo blu elettrico scintillare il nome Klein. Jade preme un punto dello schermo che da blu intenso diventa nero. Si alza in piedi e scaglia il telefono lontano, dentro l’acqua del lago che per un momento forma una serie di cerchi concentrici e poi torna immobile come prima. Dall’altra tasca estrae un piccolo quaderno. . ancora nella plastica. Jade la rompe e osserva la copertina in cartoncino rigido con uno strano disegno animalier colorato.
Apre le pagine, bianche, pulite, attraversate da sottili righe orizzontali. Lo richiude. Si accende un’altra sigaretta e ricorda che in macchina ha una vecchia penna, di quelle che si regalavano come gadget ai clienti molto tempo fa. . verde e sopra c’. scritto Acciaierie Klein in un blu intenso. Fastidiosamente intenso. Da piccola le piaceva perdersi dentro i giganteschi hangar subito fuori città in cui aveva imparato tutti gli stadi della lavorazione dell’acciaio. C’era il gigantesco altoforno da cui usciva la ghisa che veniva poi trasformata in acciaio e poi in bramme, blumi, billette, rotaie, profilati e lamiere. Tutti gli operai avevano tute blu con il logo delle acciaierie stampato sulla schiena. Nessuno di loro le era mai sembrato felice.
Era rimasta a lungo dentro quel mondo inerte, sempre uguale, come l’acqua del lago di fronte a lei in cui fino a poco tempo prima le piaceva nuotare attraversando le piante che galleggiavano e le si attaccavano alla pelle. Qualcosa, in quel paesaggio stagnante, la rassicurava, le impediva di pensare, la aiutava a mantenere un fragile baricentro. Jade accende il motore. Va in retromarcia verso la strada non asfaltata, poi ingrana la prima. Le gomme stridono e il V8 dell’Alfa-Romeo prende a correre rombando, come se trovasse gioia nel farlo. Vicino a lei, sul sedile di pelle, c’. il piccolo quaderno con la copertina animalier e la penna di plastica delle Acciaierie Klein. Jade, con una grafia frettolosa, ha scritto sulla prima pagina una data: 13 Marzo 1978.
È la data della sua nascita e l’inizio della sua voglia di raccontare la sua vita.
































